白い春 - Shiroi Haru
Shiroi Haru è la dimostrazione palese che per fare una storia commovente non servono nè ricconi infrociati, nè ragazzini che hanno sogni impossibili, nè poteri magici o chissàche.. Chapeau!
Titolo: Shiroi Haru, 白い春, “Primavera bianca”
Episodi: 11
Voto: ********* (9)
Trama: Sakura Haruo è uno ex-Yakuza. Dopo 9 anni di prigione sconta finalmente la sua pena ed è di nuovo libero. I pochi soldi che si è guadagnato lavorando in carpenteria durante la detenzione sfortunatamente gli vengono scippati poco dopo. Si ritrova quindi senza soldi e senza nessuno. Un suo vecchio amico infatti gli racconta che la sua ex-fidanzata, per la quale si era sacrificato per andare in prigione, è morta mentre Haruo era detenuto. Inoltre negli ultimi anni gira voce che frequentasse un uomo, che di mestiere possiede una panetteria famigliare.
Haruo decide di andare ad indagare, non potendosi capacitare della scomparsa della sua ex-fidanzata, inizierà a tormentare la vità di Yasushi il panettiere, cercando delle risposte che nemmeno lui avrà..
Nel frattempo, durante una visita al parco, Haruo conosce una bambina di poco più di otto anni, di nome Sachi..
Commento: Nonostante la trama non possa sembrare entusiasmante, Shiroi Haru si distingue per la genuinità con la quale ci lascia entrare nell’animo dei diversi personaggi.. Il burbero Haruo, l’esuberante (quanto irritante) Shiori, la sempre allegra Sachi.. I personaggi non sono troppo numerosi, non vi sono intrecci improbabili e cose così. Semplicemente con il passare delle puntate ci ambientiamo con questo mondo fino come al sentirci a casa. Il difficile rapporto di Haruo con la famiglia del panettiere (e in generale con le altre persone), acquista incontro dopo incontro una connotazione diversa.
Le puntate si alternano tra spezzoni di vita dell’ex-Yakuza con quelli degli altri personaggi, senza mai però metterlo in secondo piano. Haruo è infatti la figura centrale su cui ruota tutta la vicenda (e Hiroshi Abe nella sua interpretazione è a dir poco perfetto: aspetto malandato, voce rauca, sguardo di ghiaccio) e noi gli spettatori della sua storia, della sua vita, di come cercherà di riappropriarsi di tutto ciò che ha perso, in un modo o nell’altro. La trama scorre via velocemente e senza nemmeno accorgersene ci si ritrova già alla fine della storia, non senza qualche colpo di scena (molti dei quali abbastanza intuibili, ma di per sè non forzati o scontati).
Ed è proprio la fine che ci lascia un sapore di stupore e tristezza e felicità e commozione. Un miscuglio di emozioni che si dipana nell’ultimo, bellissimo episodio di una serie che vi riscalderà il cuore.
Una menzione va fatta alla colonna sonora, bellissime le musiche di sottofondo, di cui qua un esempio.
Per concludere.. Probabilmente il “miglior” drama che abbia mai visto finora. Bello, genuino e toccante. Da vedere. Non per gente che cerca solo figaccioni con acconciature impossibili e gnarde che la danno via al vento, qua c’è molto di più. Capolavoro.
